Polipropilene

IL POLIPROPILENE PROLEN
Alla fine degli anni 70  sono stati messi a punto degli additivi tintoriali polimerici. Questi, aggiunti  al polipropilene allo stato fuso, hanno consentito la realizzazione di un polimero stabile agli agenti atmosferici e al colore. La massa fusa, una volta estrusa, manteneva le  caratteristiche fondamentali del polipropilene Prolen.
Il filato continuo Prolen ottenuto, che inizialmente è liscio, formato a sua volta da numerose sottilissime “bave, ha un diametro costante e non produce quindi gli inconvenienti di quello discontinuo
Il filato Prolen  subisce successive lavorazioni meccaniche che modificano il suo aspetto esteriore rendendolo cosi utilizzabile in vari settori.
La testurizzazione è un procedimento tessile atto a conferire specifiche caratteristiche ai fili continui. Trattandosi di procedimento termo-meccanico, si presta particolarmente per le fibre chimiche che, per la loro termoplasticità, assumono una deformazione permanente delle singole bave componenti. Può modificare la mano conferendo voluminosità, elasticità o modifica strutturale ai fili, l’entità della modifica viene regolata a piacere, in funzione dell’esigenza. L’applicazione dei fili testurizzati riguarda praticamente la totalità degli utilizzi tessili che possono andare dai più grossolani tessuti industriali ai più raffinati impieghi dell’industria serica.
Proprio per la natura chimica del PP PROLEN non dà luogo a fenomeni allergici sulla pelle e alle mucose, anche di individui particolarmente sensibili. Tanto è vero che viene raccomandato a chi ha problemi di psoriasi o allergie da acari della polvere.